Nel sentire c’è già una direzione.
L’inverno è stato il tempo della sosta e dell’ascolto.
Con l’inizio di marzo qualcosa ha iniziato ad aprirsi: il respiro si è fatto più ampio, la luce ha trovato più spazio, e nel corpo è diventato possibile sentire il corpo trovare una postura più stabile.
Ora, con l’arrivo dell’equinozio di primavera, ci avviciniamo a una fase diversa. Non più solo restare, ma iniziare a muoverci.
Quando qualcosa inizia a muoversi
C’è infatti un momento in cui restare non è più sufficiente. Non perché sia sbagliato, ma perché qualcosa dentro ha già iniziato a muoversi.
Non è ancora una direzione chiara, né una decisione definita. Non è un “so cosa fare”. È qualcosa di più sottile: una sensazione che ritorna, un movimento interno che chiede spazio.
Non sempre questo movimento porta subito “da qualche parte”. A volte è solo un primo spostamento.
Restare nella paura
Quando restiamo a lungo, però, non sempre restiamo nell’ascolto. A volte restiamo nella paura.
Paura di sbagliare, di sentire qualcosa di scomodo, di non essere all’altezza, del nostro giudizio o di quello degli altri.
Paura di sbagliare…
A volte non nasce da ciò che sta accadendo ora, ma da qualcosa che abbiamo già vissuto.
E che continua a muovere le nostre scelte.
Il corpo ce lo comunica: il respiro si accorcia, i muscoli si contraggono.
E allora aspettiamo. Aspettiamo di capire meglio, di sentirci pronti, di avere più sicurezza. Aspettiamo che tutto sia più chiaro.
Il controllo
Nel frattempo proviamo a tenere tutto sotto controllo. Ci muoviamo solo quando possiamo prevedere, quando il rischio sembra basso, quando abbiamo l’impressione di avere abbastanza elementi per non sbagliare.
Ma in quel modo di muoverci non c’è fiducia.
C’è soprattutto un tentativo di proteggerci.
Fidarsi
Fidarsi non significa muoversi ad occhi chiusi, né andare senza sentire. Non è un salto nel vuoto.
Fidarsi è restare in contatto mentre qualcosa si muove. Con il corpo, con ciò che si sta vivendo, con quella parte più profonda che percepisce una direzione anche quando non è ancora spiegabile.
Fiducia gentile
La fiducia gentile non è certezza. Non è sapere dove porterà quel passo, né avere la garanzia che andrà come immaginiamo.
È qualcosa di più semplice.
È riconoscere un piccolo movimento interno e non fermarlo. È permettersi un passo senza doverlo giustificare o dimostrare.
Come quando il corpo si muove a ritmo di musica e, per un attimo, smette di controllare ogni gesto, lasciando spazio a qualcosa di più fluido.
Piccoli movimenti
A volte è qualcosa di minimo: scrivere un messaggio, dire un no, dare spazio a qualcosa che si sente da tempo.
Non cambia tutto, ma cambia il rapporto con ciò che si sente. Perché in quel momento non ci si sta più ignorando o giudicando.
Restare mentre ci si muove
Muoversi con fiducia gentile non significa accelerare. Significa restare in contatto con sé stessi mentre ci si muove, permettendosi di seguire un ritmo interno.
Senza perdersi nel fare. Senza staccarsi da sé nel momento in cui si agisce.
Forse non è tutto chiaro.
Ma c’è qualcosa che è vivo.
E possiamo ascoltarlo.
Pratica
Se vuoi, puoi fermarti un attimo.
Porta il corpo in una posizione aperta che permetta al respiro di espandersi (non è necessario sforzare, è sufficiente che la colonna sia eretta e che le spalle si aprano per far espandere naturalmente il movimento respiratorio).
Porta per qualche istante l’attenzione al respiro, senza doverlo modificare, e poi fai tre respiri profondi, inspirando dal naso ed espirando dalla bocca.
Resta presente in questo movimento.
Mentre respiri, puoi lasciare che il volume dei pensieri si abbassi e concederti un momento di riposo dentro il corpo.
Solo per un attimo.
Quando sentirai una maggiore stabilità, potrai osservare se c’è qualcosa dentro di te che chiede di muoversi in una direzione.
Lascia che la mente riposi e osserva semplicemente cosa accade nel corpo.
Dove senti più spazio.
Dove c’è una leggera apertura.
E dove, invece, qualcosa si chiude.
Si contrae.
Resta lì, nell'ascolto.
E poi, se vuoi, puoi portare con te solo questo: la qualità di quella sensazione.
Verso la meditazione di questa settimana
Se senti che questo movimento ti riguarda, la meditazione di mercoledì 25 marzo sarà uno spazio per entrarci con più presenza.
Ci ritroveremo su Zoom alle ore 21.00, sarà un tempo semplice per restare in ascolto del corpo e permettere alla sensazione di sicurezza di emergere.
Se vuoi partecipare, trovi il modulo di iscrizione e tutte le informazioni cliccando sul pulsante sotto questo scritto.
Indice degli argomenti trattati: movimento interiore • fiducia gentile • ascolto del corpo • respiro consapevole • presenza nel qui e ora • paura di sbagliare • condizionamenti passati • controllo mentale • connessione corpo-mente • espansione e contrazione • piccoli passi consapevoli • direzione interiore • consapevolezza corporea • crescita personale • equilibrio interiore.
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