Un passaggio naturale nel percorso di crescita interiore.
Questo articolo esplora il tema di accogliere la luce nel percorso di crescita interiore, attraverso il respiro, la presenza e la consapevolezza.
Arriviamo dall’inverno.
Un tempo in cui la vita rallenta e molte cose restano sotto la superficie. Non scompaiono, ma continuano a muoversi in uno spazio più raccolto, meno visibile.
Nel percorso di crescita interiore e di consapevolezza personale esistono momenti simili: periodi in cui qualcosa dentro di noi lavora in profondità, anche se all’esterno non appare ancora nulla.
A volte attraversare questo passaggio assomiglia a camminare dentro una galleria lunga e curva. All’inizio la luce dell’ingresso resta alle spalle, poi, passo dopo passo, scompare anche quella. Davanti rimane il buio e il passo cambia naturalmente ritmo.
Diventa più attento. Più lento.
Non possiamo correre per arrivare prima. In quel tratto non vediamo abbastanza per farlo. Possiamo solo continuare ad avanzare con il passo che lo spazio permette.
Poi, dopo una curva, qualcosa cambia.
In lontananza compare una luce. All’inizio è appena accennata, ma il corpo la riconosce subito. Il respiro si modifica quasi senza che ce ne accorgiamo.
Non abbiamo compiuto alcuna azione perché quella luce comparisse. Non è stata creata da noi. Era già lì.
Ci siamo solo lasciati orientare nella direzione più naturale che siamo riusciti a percepire, con il nostro modo, con il nostro ritmo, con la nostra umanità.
La vita sa orientarsi verso la luce
La vita conosce bene questo movimento.
Un germoglio nasce nel buio della terra, in un ambiente freddo, umido, protetto. In quel luogo trova nutrimento e lo spazio necessario per formarsi. Sta lì senza pensare che quel luogo sia troppo buio o troppo umido.
Ma quando comincia a strutturarsi accade qualcosa di molto semplice: qualunque sia la posizione in cui si trova, si orienta verso la luce.
Non l’ha mai vista prima. Eppure sa da che parte muoversi. Si spinge lentamente verso la zona in cui la vita può espandersi.
Anche il corpo umano conosce questo gesto.
Un nuotatore che attraversa una parte della vasca in apnea continua a muoversi sotto l’acqua per un tratto. Il corpo resiste, si adatta, attraversa lo spazio disponibile.
Ma a un certo punto diventa chiaro ciò di cui ha bisogno: aria.
Allora cambia traiettoria e risale verso la superficie. Quando la testa emerge, il respiro si apre.
Non è una conquista. È la vita che torna a prendere spazio.
Accogliere la luce nella meditazione e nella vita
Forse accogliere la luce nella nostra esperienza non è molto diverso.
La luce non è qualcosa che dobbiamo creare. Come il Sole in un cielo terso, spesso è già presente e disponibile. Eppure non sempre la guardiamo direttamente.
A volte ci mettiamo al riparo, distogliamo lo sguardo, semplicemente perché ci fa male, oppure non ci accorgiamo di quanto sia vicina.
Nel percorso di meditazione e presenza accade qualcosa di simile. Non si tratta di produrre qualcosa di nuovo, ma di permettere che ciò che è già presente possa emergere con maggiore chiarezza.
Accoglierla non richiede di fare di più. Richiede piuttosto di permetterci di essere, di vivere e di sentire ciò che sta emergendo.
Il ritmo giusto nel cammino di consapevolezza
Quando nella galleria vediamo la luce in lontananza non iniziamo a correre.
Se è ancora distante, il passo resta attento perché vediamo poco e il corpo lo sa. Solo quando ci avviciniamo all’uscita lo spazio diventa più leggibile e il movimento può ampliarsi.
Non per sforzo, ma perché la luce rende possibile più movimento.
Accogliere la luce significa anche questo: lasciare che il nostro passo si accordi con la luce che c’è.
Quando è poca, restiamo attenti. Quando aumenta, qualcosa in noi può muoversi con più libertà.
Quando la luce trova spazio
La luce non chiede di essere creata.
Chiede soltanto di trovare spazio.
E quando questo accade, il primo segnale è molto semplice: il respiro cambia.
E qualcosa che prima era indistinto può diventare visibile.
Pratica
Se vuoi, prenditi qualche minuto, puoi praticare ovunque.
Chiudi gli occhi e porta l’attenzione al respiro.
Non c’è nulla da cambiare.
Lascia semplicemente che il respiro per qualche istante trovi un po’ più spazio nel corpo.
Poi riapri lentamente gli occhi.
Lascia che lo sguardo incontri lo spazio intorno a te.
Nota la luce presente nell’ambiente, anche se è tenue.
Osserva dove ti trovi in questo momento.
Cosa c’è intorno a te.
Cosa si muove dentro di te.
Sensazioni, pensieri, emozioni.
Non serve cambiare nulla.
Solo permettere che ciò che è presente possa essere visto.
A volte accogliere la luce inizia proprio così: con un respiro consapevole e uno sguardo che torna ad aprirsi.
Verso la meditazione della settimana
Mercoledì 11 marzo alle ore 21.00 ci ritroveremo su Zoom per la meditazione guidata di questa settimana, dedicata al tema Accogliere la luce.
Sarà uno spazio semplice di presenza, in cui permettere al respiro di aprirsi e osservare con più chiarezza ciò che sta emergendo.
Se senti che questo passaggio ti riguarda, puoi iscriverti attraverso il pulsante qui sotto.
Accogliere la luce • Il passaggio dall’inverno alla primavera interiore • Attraversare il buio con fiducia • Il germoglio che si orienta verso la luce • Il respiro che torna ad aprirsi • Presenza e consapevolezza nel cammino interiore • Il ritmo giusto nel percorso di crescita
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