Il respiro che si apre

Pubblicato il 28 febbraio 2026 alle ore 14:09

Creare spazio nel corpo per attraversare il cambio di stagione.

Il respiro ha quattro stagioni: inspiro, pausa a polmoni pieni, espiro, pausa a polmoni vuoti. È un ciclo naturale, come quello dell’anno.

Durante l’inverno tendiamo a restare più a lungo nella fase del “vuoto”. Il corpo rallenta, l’energia si raccoglie, il respiro diventa più corto e interno. Non è un difetto, è un adattamento fisiologico. Il sistema conserva.

Quando la stagione cambia, però, il corpo lo percepisce prima della mente. Arrivano sbadigli, aumenta il bisogno di inspirare più a fondo, si sente una richiesta più netta di ossigeno.

Non è solo aria.
È spazio.

Il cambio di stagione accade nel corpo

Nel passaggio dall’inverno alla primavera molte persone si sentono stanche, irritabili, disallineate. Cercano qualcosa che le rimetta in equilibrio.

Ma il primo nutrimento è invisibile: è l’aria.

La respirazione è automatica e ci permette di sopravvivere anche quando l’attenzione è rivolta all’esterno. Tuttavia, respirare per sopravvivere non è la stessa cosa che respirare per abitarsi.

Basta osservarsi per accorgersi di quanto sia difficile accogliere davvero le proprie emozioni quando si è in apnea.

Quando il respiro si amplia in modo naturale, il corpo cambia qualità. Il torace non è più rigido, il diaframma non trattiene, la schiena partecipa al movimento.

Non stai aggiungendo una tecnica.
Stai togliendo compressione.

Quando lo spazio interno aumenta

Quando lo spazio interno aumenta, cambia l’esperienza.

Le emozioni non scompaiono, ma diventano più sostenibili. Non perché siano più piccole, ma perché sei più ampia.

Tra uno stimolo e la tua risposta compare un intervallo.
E in quell’intervallo c’è possibilità.

Anche la percezione del mondo esterno si modifica.

In uno stato di compressione basta poco: una parola fuori posto, un silenzio. un ritardo.

Interpretiamo in fretta, reagiamo prima di aver ascoltato, ci prepariamo a difenderci.

A fine giornata siamo stanchi.
Non sempre per quello che è successo, ma per quanto abbiamo trattenuto.

Quando il respiro è pieno, lo sguardo si amplia. Si colgono più dettagli. Si ascolta con meno difesa.

Non è una metafora.
È regolazione del sistema nervoso.

Respirare non è reprimere

C’è un punto delicato.

Spesso si invita a “respirare per non arrabbiarsi”. Dietro quell’indicazione c’è un intento repressivo: respirare per controllare l’emozione, per non esprimerla, per non disturbare.

La rabbia non è un’emozione da evitare, ma da abitare con presenza.

Questa non è apertura. È contenimento forzato.

Se il respiro viene usato per spegnere ciò che si prova, crea ulteriore chiusura. Diverso è respirare per creare spazio. Non per evitare la rabbia, ma per poterla attraversare senza perdere il centro.

La differenza non è nella tecnica.
È nell’intenzione.

Il respiro non è uno strumento di anestesia, è uno strumento di espansione.

Se il corpo non trova spazio nel respiro, difficilmente lo troverà nella vita.

La domanda che resta

Non possiamo controllare molte cose fuori da noi. Ma possiamo osservare la qualità del nostro respiro.

Se lo spazio interno è ridotto, anche il modo di stare nel mondo si riduce.

Molte persone non sono realmente esauste: sono trattenute. Funzionano, ma respirano a metà. E se respiri a metà, anche la tua esperienza tende a restare a metà.

La primavera non chiede di fare di più.
Chiede di permettere.

La domanda allora non è come avere più energia, ma quanto spazio ti stai concedendo di occupare.

Pratica 

Siediti o resta in piedi con la colonna in posizione retta.

Per un minuto non modificare nulla e osserva semplicemente dove si muove il tuo respiro.

Poi porta l’attenzione ai lati del torace e consenti all’inspirazione di espandersi lateralmente, senza forzare. Nota se l’aria può raggiungere anche la schiena.

Osserva la pausa dopo l’inspiro e resta un istante nella pienezza, senza irrigidirti.

Se emergono sbadigli, lasciali arrivare: è un segnale di riorganizzazione del sistema.

Non cercare un effetto immediato. Nota cosa cambia nella tua presenza quando lo spazio interno aumenta. Perché quando aumenta lo spazio dentro, aumenta anche la possibilità di vedere il mondo senza restringerti.

Verso la pratica di questa settimana

Mercoledì 4 marzo alle ore 21.00 ci incontreremo su Zoom proprio per dedicare del tempo a questo passaggio: creare spazio nel corpo e accompagnare l’apertura del respiro nel cambio di stagione.

Puoi partecipare anche se non hai preso parte agli incontri precedenti. Ogni meditazione è autonoma.

Per iscriverti puoi utilizzare il pulsante che trovi qui sotto.

Se senti che il tuo sistema ha bisogno di spazio reale, questo è un momento per permetterlo.

Indice degli argomenti trattati: Respiro e ciclo delle stagioni • Inverno, conservazione e respiro corto • Cambio di stagione e stanchezza primaverile • Bisogno di ossigeno e apertura del respiro • Respirazione consapevole e regolazione del sistema nervoso • Spazio interno e gestione delle emozioni • Intervallo tra stimolo e risposta • Percezione del mondo e stato di compressione • Differenza tra respirare per reprimere e respirare per espandere • Rabbia e presenza consapevole • Relazione tra respiro, energia e qualità della vita • Pratica di osservazione del respiro • Meditazione guidata sul respiro e apertura primaverile

Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.