Distinguere desiderio, bisogno e desideri indotti per disinserire il pilota automatico.
Fin da piccoli ci è stato insegnato che “l’erba voglio nasce solo nel giardino del Re”.
Un modo di dire semplice, quasi innocuo, che però ha lasciato una traccia profonda.
Non era permesso chiedere più di quanto fosse necessario.
A volte nemmeno quanto era necessario.
Così abbiamo imparato a contenerci, ad abbassare l’asticella, a non ascoltare ciò che spingeva oltre il minimo indispensabile.
Quell’educazione è diventata un’ancora.
E ce la trasciniamo ancora oggi.
Per questo spesso non distinguiamo ciò che è un desiderio autentico da ciò che è semplicemente un bisogno.
La differenza tra bisogno e desiderio
Quando percepisci una richiesta interna che ti dice che è il momento di dormire perché sei stanco, stai sentendo un bisogno.
Lo stesso vale per il bisogno di sentirti al sicuro, amato, riconosciuto.
I bisogni chiedono risposta.
Chiedono attenzione.
Chiedono soddisfazione.
Il desiderio è diverso.
Il desiderio autentico si manifesta in modo più sottile.
Puoi ignorarlo.
Puoi continuare a vivere.
Ma qualcosa, lentamente, si spegne.
Forse ti è già capitato di voltarti, di non ascoltarlo, e poi sentirlo tornare.
Non come urgenza, ma come una perdita di senso che si fa più presente.
È così che la luce che ci abita si affievolisce: attraverso i “no” che ci infliggiamo per restare dentro confini che vogliamo più non mettere in discussione.
Se ti senti spento, non c’è nulla da rimproverare.
Colpa e giudizio non aiutano a vedere.
Servono solo a interrompere l’ascolto.
Desideri autentici e desideri indotti
Non tutto ciò che desideriamo nasce da noi.
E non tutto ciò che sentiamo come desiderio lo è davvero.
Viviamo immersi in modelli, immagini, narrazioni che indicano cosa sarebbe giusto volere, cosa sarebbe auspicabile diventare, cosa dovrebbe renderci felici.
Molti desideri nascono lì.
Il desiderio indotto ha una qualità riconoscibile:
è urgente, comparativo, spesso accompagnato da una sensazione di mancanza o di inadeguatezza.
Non chiede ascolto.
Chiede soddisfazione.
Arriva con una promessa implicita: quando otterrai questo, starai meglio.
Ma una volta ottenuto, qualcosa si sposta.
E la promessa si rinnova altrove.
Il desiderio autentico si muove in un’altra direzione.
Non nasce dal confronto.
Non nasce dall’imitazione.
Non nasce dal bisogno di colmare un vuoto.
Nasce da una risonanza.
Non dice “mi manca”.
Dice “mi chiama”.
I desideri indotti dalla famiglia e dalle relazioni
Una delle forme più profonde di desiderio indotto non arriva dalla società in astratto.
Arriva dalla famiglia.
Molto presto impariamo cosa è desiderabile essere.
Non attraverso indicazioni esplicite, ma attraverso sguardi, aspettative, silenzi.
C’è il desiderio di essere all’altezza.
Di non deludere.
Di incarnare ciò che qualcun altro, prima di noi, non ha potuto realizzare.
Così alcuni desideri non vengono scelti.
Vengono ereditati.
Diventano direzioni di vita che seguiamo senza rendercene conto:
un certo tipo di lavoro,
un modo di stare nelle relazioni,
un’idea di stabilità, di successo, di normalità.
Non perché li sentiamo davvero.
Ma perché, seguendoli, sentiamo di appartenere.
Questa confusione è sottile.
Perché ciò che nasce come adattamento, col tempo, viene scambiato per identità.
La stessa dinamica può ripetersi nelle relazioni di coppia.
A volte desideriamo ciò che mantiene il legame, non ciò che è vero per noi.
Non è una scelta consapevole.
È una strategia di sopravvivenza affettiva.
Ma non ci espande.
Pilota automatico e falsa scelta
Quando stiamo abitando desideri indotti, spesso non ce ne accorgiamo.
Non perché manchi consapevolezza, ma perché ci stiamo muovendo dentro strade già tracciate.
C’è una scelta.
Anzi, più di una.
Ma sono tutte già disponibili.
Possiamo prendere una via o un’altra, cambiare direzione, modificare l’assetto.
Eppure qualcosa resta invariato.
Questo è il movimento del pilota automatico:
non l’assenza di scelta,
ma il restare dentro ciò che è già dato.
Dirigersi verso un desiderio autentico è diverso.
Non significa scegliere meglio.
Significa costruire una via che prima non c’era.
Quando un desiderio non ha bisogno di essere difeso
A volte capita di difendere un desiderio con forza eccessiva.
Lo si giustifica.
Lo si protegge.
Lo si rende intoccabile.
Ma un desiderio autentico non ha bisogno di essere difeso.
Non perché sia fragile,
ma perché la sua dimensione è tale da non poter essere scalfita.
Non convince.
Non si impone.
Non chiede alleanza.
Resta.
Ed è proprio per questo che può essere guardato da vicino, senza il timore di perderlo.
Una definizione possibile di desiderio autentico
Il desiderio non è scegliere tra ciò che abbiamo a disposizione.
È scegliere ciò che non è ancora a nostra disposizione.
Un desiderio autentico non è ciò che vuoi ottenere.
È ciò che non puoi più continuare a ignorare senza perdere contatto con te.
Non è un oggetto.
Non è un risultato.
È una direzione interna.
Può restare a lungo senza forma.
Può non sapere ancora come esprimersi.
Ma quando è autentico, continua a tornare.
Pratica:
Questa pratica può essere ripetuta ogni volta che senti il bisogno di tornare a guardare i tuoi desideri.
Prendi carta e penna. Lascia da parte i supporti digitali.
Fermati qualche istante.
Lascia che il respiro trovi da solo il suo ritmo.
Non serve fare nulla di particolare.
Quando senti che il corpo è più rilassato e presente, inizia a scrivere.
Scrivi una lista di desideri.
Senza valutarli.
Senza chiederti se siano giusti, realistici, possibili o sensati.
Scrivi tutto ciò che emerge.
Non è il momento di capire.
È il momento di far emergere.
Lascia da parte il criterio di giusto e sbagliato, di colpa e merito.
Qui non stai decidendo nulla.
Stai osservando.
Continua a scrivere finché senti che, per ora, non c’è altro da aggiungere.
La lista può essere breve o molto lunga.
Non importa.
Quando senti che è completa, fermati.
Rileggila con calma.
Non per correggerla, ma per guardarla.
Osserva:
-
quali desideri senti davvero tuoi
-
quali sembrano appartenere a un’immagine, a un ruolo, a un’aspettativa
-
quali si ripresentano più volte, magari in forme diverse
-
quali ti sorprendono
Nota se tra tutti ce n’è qualcuno che non chiede di essere difeso.
Non ti agita.
Non ti accelera.
Resta.
Quello è un buon punto da cui continuare l’osservazione.
Verso la meditazione guidata
Se senti il desiderio di esplorare questo tema insieme, mercoledì 14 gennaio alle 21:00 terrò una meditazione guidata su Zoom.
Per partecipare puoi iscriverti cliccando sul pulsante qui sotto.
Sarà uno spazio di ascolto, senza forzare risposte, per restare con ciò che chiama.
Per approfondire: Ascoltare ciò che è vivo ora, Riconnettersi al proprio Centro, Il riposo dell’anima, La luce che nasce dentro.
Indice degli argomenti trattati: Desiderio autentico · Differenza tra desiderio e bisogno · Desideri indotti · Educazione al contenimento emotivo · Perdita di senso nella vita · Influenza familiare sui desideri · Lealtà familiari inconsce · Desideri nelle relazioni affettive · Pilota automatico nelle scelte di vita · Falsa scelta e adattamento · Ascolto del desiderio autentico · Presenza e consapevolezza interiore · Auto-osservazione dei desideri · Pratica di ascolto consapevole · Meditazione guidata sul desiderio
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