Quando ciò che hai non riesce a raggiungerti

Pubblicato il 4 luglio 2026 alle ore 16:17

Accorgersi di ciò che c'è significa permettere alla vita di raggiungerci prima ancora di decidere che cosa rappresenta.

Donna con gli occhi chiusi appoggiata al tronco di una betulla, immersa nella natura, in un momento di ascolto, presenza e apertura alla vita.

Essere nel posto giusto

"Sono stata fortunata: mi sono trovata nel posto giusto al momento giusto."

Il passaggio che mi accende in questa frase è l'esserci. Non solo con il corpo, ma con la disponibilità a lasciarci raggiungere da ciò che stiamo vivendo.

È proprio da qui che nasce tutto: esserci, concedendo all'esperienza la possibilità di raggiungerci prima ancora di attribuirle un significato.

È muoversi nella vita con la postura di chi è disponibile a lasciarsi attraversare dalle esperienze oppure con quella di chi si concentra a evitare ogni goccia durante un temporale.

Farsi piccoli per scansare gli avvenimenti, vivere una vita tranquilla con poche emozioni, a volte sembra un grande traguardo. Eppure, dietro questa apparente tranquillità, percepisco spesso un retrogusto amaro. Lo riconosco nella paura di non avere abbastanza tempo, in quel senso di urgenza che affiora quando qualcuno della nostra età muore e ci ricorda che anche il nostro tempo è limitato.

È lì che emerge una domanda silenziosa:

Ho davvero vissuto?

Non mi riferisco alle cose fatte o ai luoghi visitati, ma a quanto ci siamo lasciati raggiungere dalla vita. Perché possiamo attraversare molti anni restando al riparo da quasi tutto, oppure vivere pienamente il tempo che ci è stato affidato lasciandoci trasformare da ciò che incontriamo.

Per me essere nel posto giusto al momento giusto significa proprio questo: non aspettare che la vita inizi, ma esserci davvero mentre sta già accadendo.

Quando la vita continua a offrirsi

La vita non ci chiede di essere approvata per essere vissuta. Lei semplicemente è. È sempre abbondante in tutto ciò che porta, che ci piaccia oppure no. Molte volte, quando ne percepiamo la scarsità, non è perché la vita abbia smesso di offrirsi, ma perché non le stiamo permettendo di raggiungerci.

Quando si parla di abbondanza è molto comune pensare ad esperienze meravigliose: abbondanza di amore, di riconoscimento, di ricchezza, di gioia. Ma l'abbondanza è in tutto. Anche nella tristezza, nella paura, nella disperazione. Ed è importante che sia così.

Prendiamo ad esempio il dolore. Quando gli lasciamo lo spazio di attraversarci è come una ferita pulita che lentamente si muove verso la guarigione. Quando invece il dolore viene trattenuto, non può fluire. Resta fermo come l'acqua di uno stagno e, poco alla volta, si trasforma in sofferenza, allontanandoci da quel naturale processo di trasformazione che la vita porta con sé.

Guardare oltre la mancanza

Passiamo molto tempo a scegliere quale vita vorremmo vivere.

La vita, invece, continua semplicemente a offrirsi.

Quando arriva un'esperienza che non avremmo mai scelto, il nostro sguardo si posa quasi esclusivamente su ciò che è stato perso. È naturale. Ma, mentre osserviamo quella mancanza, rischiamo di non accorgerci che la vita continua a muoversi anche lì. Non per cancellare il dolore, non per sostituire ciò che è venuto meno, ma perché la vita non smette di generare possibilità di amare, di incontrare e di trasformarsi.

L'ho visto nei piccoli contrattempi che, con il tempo, hanno rivelato un senso diverso da quello che avevo attribuito loro all'inizio.

L'ho visto in me, quando ho trovato il coraggio di lasciare visibili le mie ferite e, proprio lì, ho riscoperto la mia forza.

L'ho visto in una famiglia dove le difficoltà sono molte, ma l'amore è diventato una forza capace di sostenere ogni giorno ciò che appare insostenibile.

L'ho visto in chi, dopo aver perso il padre, ha scoperto una vicinanza che non aveva mai conosciuto.

L'ho visto in chi ha perso un lavoro e, proprio lì, ha trovato il coraggio di rimettersi in gioco.

L'ho visto in chi, dopo la morte di un figlio, ha scelto di dedicare la propria vita ad altri bambini attraversati dalla stessa malattia.

La perdita è rimasta. Il dolore è rimasto. Eppure la vita non ha smesso di esprimersi.

Forse è proprio questo che spesso non riusciamo a vedere.

La vita degli altri non è più semplice

Non siamo qui per scegliere quale parte della vita vivere, quali emozioni sì e quali no. Siamo qui per attraversare esperienze diverse, ciascuno con la propria storia. Non c'è motivo di invidiare la vita di un'altra persona: ogni vita è attraversata dai suoi passaggi più stretti.

È solo l'idealizzazione che rende le esperienze degli altri più semplici delle nostre.

Chissà se anche a te è capitato di cercare di aggiustare la vita di qualcun altro.

Intanto la tua continuava ad aspettarti.

Siamo qui per vivere la nostra. Ed è già un compito che richiede molta presenza.

A volte ci sembra meno faticoso spostare il nostro centro all'esterno di noi, semplicemente perché così smettiamo di sentire ciò che ci attraversa. È un tema molto più ampio di questo articolo, ma credo sia uno degli stratagemmi più comuni che mettiamo in atto per evitare di abitare davvero la nostra vita.

La disponibilità a lasciarsi raggiungere

Non siamo noi a scegliere sempre le esperienze che vivremo. Alcune arrivano senza che le abbiamo cercate.

La nostra scelta consiste, però, nella disponibilità a lasciarci raggiungere da esse.

Non possiamo decidere tutto ciò che la vita ci porterà. Possiamo scegliere se continuare a resisterle oppure permetterle di raggiungerci.

È proprio in quello spazio che, poco alla volta, inizia la trasformazione.

Non è raro sentire frasi come:

"Questa non ci voleva."

"Non me lo meritavo."

"Capitano tutte a me."

Se ti ritrovi a pronunciarle, prova a fermarti per un momento.

Chiediti se c'è qualcosa che, nel tentativo di evitarlo, non ti stai permettendo di attraversare.

Forse è proprio lì che la vita sta cercando di raggiungerti.

Pratica

Nei prossimi giorni prova a scegliere un momento della giornata in cui qualcosa non va come avevi immaginato.

Può essere un contrattempo, una telefonata inattesa, una discussione, un'attesa, un imprevisto o anche solo un'emozione che avresti preferito non sentire.

Prima di cercare una soluzione, fermati per qualche istante e chiediti:

  • Quale significato sto attribuendo a questa esperienza?
  • Che cosa sto cercando di evitare in questo momento?
  • Se smettessi, anche solo per un istante, di considerarla un errore, che cos'altro riuscirei a vedere?

Non cercare una risposta giusta.

Lascia semplicemente che la domanda rimanga aperta.

Forse ti accorgerai che, proprio nell'esperienza che stavi cercando di scansare, c'era già qualcosa che stava provando a raggiungerti.

Verso la meditazione di questa settimana

Mercoledì 8 luglio, alle ore 21.00, ci incontreremo per entrare ancora più profondamente in questo spazio di osservazione.

Insieme esploreremo che cosa accade quando smettiamo, anche solo per qualche istante, di opporci a ciò che stiamo vivendo e ci rendiamo disponibili a lasciarci raggiungere dall'esperienza.

Non cercheremo di cambiare ciò che accade, ma di accorgerci di ciò che, mentre resistevamo, stava già cercando di raggiungerci.

Se senti che questo tema sta risuonando dentro di te, sarò felice di accompagnarti.

Trovi tutte le informazioni nel modulo di iscrizione qui sotto.

Indice dei temi trattati: Essere presenti • Vivere il presente • Abbondanza e scarsità • Esperienza della vita • Trasformazione personale • Dolore e sofferenza • Accettare le emozioni • Crescita interiore • Cambiamento • Consapevolezza • Lasciarsi raggiungere dalla vita • Senso della vita.

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