Quando la vita vera inizia sempre un po' più avanti

Pubblicato il 27 giugno 2026 alle ore 17:38

Ogni volta che rimandiamo la vita a un momento migliore, il presente si restringe.

Vista del mare attraverso una stretta apertura nella roccia, simbolo di uno sguardo che si restringe e della possibilità di ampliarlo tornando al momento presente.

Poco fa mi sono accorta di un pensiero.

Fa molto caldo e mi sono sorpresa a desiderare di essere già a lunedì, quando verrà installato il condizionatore. So che non c'è nulla di strano nel desiderare un po' di fresco, ma la domanda che mi sono fatta è stata un'altra: quanto di questa giornata ho appena deciso di non vivere per evitare di soffrire?

Mi sono resa conto subito dopo che quel pensiero non aveva nulla a che fare con il caldo.

L'avevo già incontrato tante volte.

"Vorrei fare questa cosa... ma non ho tempo."

"Quando avrò più soldi riuscirò a stare tranquilla."

Cambiano le parole, ma il movimento rimane lo stesso. È come se la nostra mente ci sussurrasse continuamente che la vita vera inizierà un po' più avanti, quando le condizioni saranno finalmente quelle giuste e ci sembrerà di essere finalmente al sicuro.

Solo che quel momento, quasi sempre, continua a spostarsi; è così che il momento presente smette lentamente di essere un luogo da abitare e diventa il tempo che ci separa da qualcosa che immaginiamo migliore.

Ma migliore di cosa?

Perché il nostro sguardo si restringe

Non c'è nulla di sbagliato in questo. In fondo la nostra mente è nata per proteggerci e lo fa nel modo che conosce meglio: cerca continuamente di ridurre il rischio.

È un gesto che possiamo osservare anche fuori di noi. Quando vediamo un bambino avvicinarsi a qualcosa che potrebbe fargli male, istintivamente lo fermiamo. Credo possa essere capitato anche a te. Non lo facciamo perché vogliamo impedirgli di vivere, ma perché desideriamo evitargli un dolore.

La mente fa qualcosa di molto simile con noi.

Per proteggerci restringe il nostro campo di esperienza. Lo fa con le emozioni, con le relazioni, con le possibilità che scegliamo di esplorare. Ci accompagna verso ciò che conosciamo, verso ciò che possiamo controllare, verso persone che confermano il nostro modo di vedere il mondo e, senza quasi accorgercene, iniziamo a guardare la vita attraverso una feritoia.

Il mondo non è diventato più piccolo.

È il nostro sguardo ad essersi ristretto.

Dove nasce la pienezza

Ma se la mente restringe continuamente il campo per proteggerci, come possiamo vivere la pienezza?

La mia esperienza mi porta a dire che ogni volta che provo ad attraversare in fretta una giornata perché ne desidero un'altra, qualcosa dentro di me si impoverisce. Ogni volta che, invece, mi fermo ad abitare quello che c'è — anche quando non è piacevole — mi accorgo che la vita torna lentamente ad avere profondità.

È un movimento piccolo, quasi impercettibile.

Quando una relazione mi sembra vuota, prima di chiedermi cosa manca all'altro provo a domandarmi: io ci sono davvero in questo rapporto?

Quando il denaro diventa una preoccupazione, prima ancora di cercare nuove risorse mi fermo ad osservare come sto utilizzando le mie energie: le sto disperdendo per riempire dei vuoti o le sto investendo in ciò che mi fa sentire viva?

Quando mi accorgo di pensare attraverso le idee degli altri, mi chiedo: quanto spazio sto concedendo alla mia esperienza, quanto di me sto realmente vivendo e quanto, invece, continuo a lasciare fuori?

La scarsità non riguarda soltanto ciò che possediamo, ma la presenza con cui attraversiamo la nostra vita.

Quando osservo questo meccanismo non percepisco tanto una mancanza di cose. Percepisco una diminuzione dell'energia vitale che, nel tentativo di proteggerci, finisce lentamente per spegnersi.

Mi piace immaginare che ciascuno di noi osservi il mondo attraverso un frammento dello stesso specchio. Ogni frammento riflette qualcosa di vero, ma nessuno contiene l'immagine completa. Forse è anche per questo che vale la pena, ogni tanto, prendere in prestito lo sguardo di qualcuno molto diverso da noi. Non per convincerci che il nostro sia sbagliato, ma per accorgerci che esistono possibilità che oggi non riusciamo ancora a vedere.

La vita non ha mai smesso di accadere

Non so se da domani il mio sguardo sarà più ampio, ma è tra i miei desideri.

Probabilmente ci saranno altri giorni in cui aspetterò il momento giusto, il lavoro giusto, la condizione giusta o semplicemente un po' di fresco per sentirmi finalmente bene.

Oggi, però, ho visto qualcosa.

Ho visto quanto sia facile trasformare il presente in una sala d'attesa.

Ed è proprio lì che nasce la scarsità.

Non quando nella nostra vita manca qualcosa.

Ma quando smettiamo di abitare quello che c'è perché siamo convinti che la vita inizierà davvero solo un po' più avanti.

La pienezza non nasce aggiungendo qualcosa, ma ogni volta che il nostro sguardo si allarga abbastanza da accorgerci che la vita non ha mai smesso di accadere.

Qui.

Adesso.

Per questo la domanda che desidero lasciarti non è se nella tua vita ci sia abbastanza, è un'altra.

Quanto spazio stai concedendo a questo istante per essere davvero vissuto?

Pratica

Per qualche giorno prova a fare una cosa molto semplice.

Ogni volta che ti accorgi di pensare: "Quando avrò..." "Quando finirà..." "Quando sarò..." fermarti per un istante.

Non cercare di cambiare quel pensiero, non giudicarlo, osserva soltanto dove ti sta portando.

Poi riporta l'attenzione a questa domanda:

Che cosa c'è, qui, che sto smettendo di vivere?

Può essere il sapore del caffè che stai bevendo, una conversazione, un'emozione che stai cercando di attraversare in fretta, Il corpo che ti sta chiedendo di rallentare.

Oppure semplicemente il fatto che, mentre aspetti un momento migliore, la vita sta continuando ad accadere.

Non è un esercizio per convincerti che ciò che hai ti debba bastare.

È un invito ad accorgerti di quanto spazio stai concedendo al presente.

Perché è proprio lì che, spesso, ci accorgiamo che la vita non aveva mai smesso di accadere.

Verso la meditazione di questa settimana

Mercoledì 1 luglio, alle ore 21.00, ci incontreremo per attraversare insieme questo spazio di osservazione.

Porteremo attenzione a quei momenti in cui la mente rimanda la vita a un tempo migliore, restringendo il nostro sguardo e facendoci perdere il contatto con ciò che è già presente.

Con delicatezza esploreremo cosa accade quando torniamo ad abitare questo istante, lasciando che emerga una diversa percezione di pienezza.

Se senti che questo tema ti riguarda, sarò felice di accompagnarti.

Trovi tutte le informazioni nel modulo di iscrizione qui sotto.

Indice degli argomenti trattati: La sensazione di scarsità • Il momento presente • Vivere il presente • La pienezza • Il bisogno di sicurezza • La protezione della mente • La consapevolezza

 

Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.

Crea il tuo sito web con Webador