Quando il desiderio di un risultato ti allontana dall’esperienza.
La frustrazione a volte non arriva tutta insieme.
Si costruisce lentamente, nel momento in cui continui a mettere energia, attenzione e presenza in qualcosa e senti che i risultati non sono quelli che avevi immaginato.
Vai avanti. Ti occupi delle cose. Provi a cambiare qualcosa. Resti dentro situazioni che per te hanno valore: una relazione, un progetto, un percorso personale, il lavoro, qualcosa che desideri vedere crescere.
Eppure, dentro, comincia a crescere una tensione difficile da spiegare.
Quando il baricentro si sposta fuori
Perché quando qualcosa non restituisce quello che speravi, o non si muove nei tempi che immaginavi, lentamente cambia anche il modo in cui ci stai dentro. All’inizio magari c’è spazio, curiosità, desiderio, entusiasmo. Poi arriva l’attesa.
E senza accorgertene inizi a guardare continuamente fuori: quello che manca, quello che non torna, quello che ancora non sta accadendo.
La frustrazione spesso nasce lì.
Nel momento in cui tutta l’attenzione si sposta dal vivere un’esperienza al controllare cosa sta producendo. La mente diventa molto attiva, mentre il corpo perde morbidezza. Il respiro si accorcia. Le cose diventano più pesanti. Anche ciò che ami comincia a perdere quella leggerezza da cui era nato.
Quando anche ciò che ami si appesantisce
Non necessariamente perché non abbia più senso.
A volte succede perché stai cercando continuamente una conferma: che ne valga la pena, che stia funzionando, che porterà da qualche parte.
E in questo movimento può accadere qualcosa di molto sottile: sposti tutta l’attenzione su ciò che dovrebbe cambiare e lentamente perdi contatto con ciò che stai vivendo davvero. Non sei più dentro l’esperienza. Sei dentro l’attesa del risultato.
La frustrazione allora può diventare qualcosa di più di un semplice fastidio o di una sensazione da eliminare velocemente. Può mostrare quanto siamo abituati a vivere in funzione di ciò che vogliamo ottenere, e quanto facilmente perdiamo contatto con quello che sta già accadendo mentre lo stiamo attraversando.
Vivere qualcosa o ottenere qualcosa?
Forse è anche per questo che, a volte, persino esperienze importanti, relazioni significative o progetti che amiamo finiscono per appesantirsi. Non perché abbiano perso valore, ma perché smettiamo di viverli davvero. Restiamo concentrati soprattutto su ciò che dovrebbero produrre: un cambiamento, una risposta, un riconoscimento, un risultato.
Eppure la vita continua ad accadere anche nel mezzo. Nel mentre. Dentro il percorso stesso.
Forse allora la frustrazione, qualche volta, può mostrare proprio questo: quanto ci siamo abituati a fare le cose non per viverle davvero, sentirle, attraversarle, perfino goderne mentre accadono, ma per ottenere qualcosa attraverso di esse.
E quanto facilmente perdiamo contatto con ciò che sta già accadendo, qui, mentre lo stiamo vivendo.
Pratica
Porta l’attenzione a qualcosa che in questo momento ti sta generando frustrazione.
Una relazione.
Il lavoro.
Un progetto.
Qualcosa in cui senti di mettere molta energia senza vedere il movimento che desideri.
Osserva cosa succede nel corpo quando ci pensi.
La tensione.
L’attesa.
Il bisogno che qualcosa cambi.
Poi prova, lentamente, a tornare indietro.
A quando tutto questo è iniziato.
Cosa ti aveva mosso davvero?
Cosa c’era all’inizio?
Forse il desiderio di condividere.
La gioia di creare qualcosa.
Il piacere di sentirti vicino a qualcuno.
La curiosità.
La possibilità di esprimerti.
La voglia di costruire.
La sensazione di essere vivo dentro quell’esperienza.
Non serve forzare nulla.
Può essere sufficiente restare qualche momento in contatto con quella qualità iniziale, senza chiederti subito dove porterà.
E osservare cosa succede dentro di te quando torni a sentire l’esperienza, invece di restare soltanto nell’attesa del risultato.
Verso la meditazione di questa settimana
Questa settimana, durante la meditazione, entreremo proprio dentro questo spazio.
Osserveremo cosa accade quando tutta la nostra attenzione si sposta su ciò che dovrebbe cambiare, arrivare o finalmente dare un risultato. E proveremo lentamente a riconnetterci non tanto all’attesa, ma all’esperienza stessa.
A ciò che ci aveva mossi all’inizio.
Alla qualità con cui eravamo entrati in qualcosa.
Alla presenza, al desiderio, alla possibilità di vivere davvero ciò che stavamo attraversando.
Non per convincerci che la frustrazione non esista.
Non per eliminare il desiderio che qualcosa si muova.
Ma per osservare cosa succede nel corpo quando smettiamo, anche solo per un momento, di vivere soltanto in funzione di ciò che dovrebbe accadere dopo.
La meditazione dal vivo si terrà mercoledì 20 maggio alle ore 21.00 su Zoom.
Come sempre, è uno spazio aperto anche a chi partecipa per la prima volta.
Trovi tutte le informazioni e il pulsante per partecipare qui sotto.
Indice degli argomenti trattati: Frustrazione • Aspettative e risultati • Energia e stanchezza mentale • Presenza e consapevolezza • Ansia da risultato • Rapporto tra mente e corpo • Crescita personale • Vivere il momento presente • Relazioni e aspettative • Meditazione e ascolto interiore • Riconnettersi con sé stessi • Corpo, respiro e presenza
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