Ansia e attesa: quando senti che deve succedere qualcosa e non riesci a restare fermo
Quando senti che deve succedere qualcosa (ansia e attesa)
Ci sono momenti in cui si sente che deve succedere qualcosa. Non è chiaro cosa, ma è come se fosse già lì, appena oltre, e restare fermi diventa difficile.
Non è solo un pensiero: è un movimento nel corpo, una tensione sottile e continua, come se qualcosa tirasse in avanti. L’attesa, in questi momenti, non è quieta: è carica, attraversata da un’urgenza senza forma.
Allora ci si muove. Non sempre fuori, a volte dentro. Si cercano scenari, si anticipa, si immagina, si prova a capire cosa sta per accadere o a farlo accadere prima. Ma più ci si muove, più quella soglia si allontana.
Il corpo entra in allerta
Hanno provato in molti modi a insegnare a contenere, a stare composti, a non mostrare ciò che si muove. Eppure il movimento non si interrompe.
Le gambe non stanno ferme, le mani sudano, si cercano, si stringono, le dita si intrecciano senza accorgersene. I denti mordono le labbra, le spalle si sollevano, il respiro cambia. Il corpo entra in allerta.
Anche quando la mente prova a controllare, il corpo continua a parlare.
“Ho l’ansia”: quando ciò che senti diventa un problema
A quel punto ci si dice: “ho l’ansia”, come se qualcosa fosse andato storto, come se non dovesse esserci. Da lì parte un altro movimento, più sottile: non solo quello che attraversa il corpo, ma quello che prova a correggerlo, a farlo passare. Perché così, in quel momento, sembra troppo.
Non tutto ciò che chiami ansia è paura
Ma quel “troppo” non è sempre ciò che si pensa.
A volte ha la stessa intensità della paura, ma non è paura. È tensione. È qualcosa che sta arrivando.
Il corpo si attiva, accelera, si prepara. E la mente, quasi automaticamente, traduce, va verso il peggio, cerca di proteggere.
E quello che si muove viene chiamato ansia.
Ma non tutto ciò che viene chiamato ansia sta chiudendo. A volte è qualcosa che potrebbe anche essere piacere, gioia, movimento. Solo che non c’è ancora spazio per riconoscerlo.
Accogliere ciò che si muove nella sua purezza
Eppure quello che si muove non è sbagliato. È nella sua purezza, prima che venga trattenuto, prima che venga spiegato, prima che venga stretto dentro qualcosa che lo renda più accettabile. È un movimento vivo.
Non è necessario essere già capaci di stare in questo per avere diritto a sentirlo.
Il punto non è fermarlo, ma togliere, anche solo per un momento, l’idea di dover provare qualcosa di diverso da ciò che c’è.
È lì che qualcosa cambia. Non nell’intensità, ma nel modo in cui viene vissuta. È lo stesso punto che torna ogni volta che si prova a restare con ciò che disturba, senza scappare subito.
Cosa succede se non scappi subito dall’ansia
Se si resta, anche solo un attimo, senza spostarsi subito, quello che viene chiamato ansia cambia leggermente forma. Non diventa più facile, non si calma per forza, ma smette di essere soltanto qualcosa da togliere e ha lo spazio per mostrarsi.
Diventa un movimento, qualcosa che attraversa. A volte è stretto, a volte accelera, a volte sembra salire.
Non è necessario capire cosa sia per accorgersi che si sta muovendo. Non sparisce, ma non è più l’unica cosa che c’è.
Non c’è niente da risolvere
Non c’è niente da risolvere qui.
C’è qualcosa che si muove, e non deve essere diverso da com’è.
Nemmeno per un attimo.
Pratica
Quando qualcosa arriva, puoi provare questo.
Osserva ciò che accade come se fossi uno spettatore esterno.
Non cercare di calmarti.
Non c’è necessità di controllare, né di capire.
Se puoi, lascia andare anche solo un po’ di sforzo nel corpo.
Porta l’attenzione nel corpo, lì dove il movimento è più evidente.
Nel petto, nello stomaco, nelle mani… non importa dove.
Il punto in cui si manifesta è quello giusto.
Non c’è nulla da modificare.
Accorgiti di come si muove.
Se accelera, lascia che acceleri.
Se si stringe, lascia che si stringa.
Senza seguirlo con la mente.
Senza allontanarti.
Anche solo per qualche istante.
Permettigli di essere così com’è.
Verso la meditazione di questa settimana
Se senti che questo spazio ti riguarda, puoi esserci.
Mercoledì 6 maggio alle 21:00 ci incontriamo su Zoom, per restare insieme dentro questo movimento.
Sotto trovi il modo per partecipare.
Indice degli argomenti trattati: ansia e attesa · cosa succede nel corpo · come gestire l’ansia senza controllarla · stare nella soglia · accogliere le emozioni · movimento emotivo · purezza dell’esperienza · non tutto è paura · tensione tra ansia e piacere · restare con ciò che disturba.
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